Nico Franchini Tenore
E’ nato a Putignano il 09/06/1992, ha conseguito nell’anno scolastico 2011/2012 la maturità scientifica. Ha intrapreso gli studi di canto nel 2012 sotto la guida del soprano Francesca Ruospo.Attualmente frequenta il Primo anno del primo livello di canto lirico presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di
Bari, sotto la guida del Maestro Donato Tota.Ha frequentato numerosi corsi di perfezionamento sotto la guida dei docenti Davide Dellisanti e Francesca Ruospo .Nonostante la sua giovane età, ha partecipato in veste di solista a numerosi concerti lirici con repertorio cameristico e operistico in Italia e all’
estero:
• Gran galà lirico presso il palazzo Ducale di Martina Franca in collaborazione con l’associazione artistico–culturale “Il Parnaso delle Muse” ;
• Concerto Sacro “omaggio a Maria” per la zona Pastorale diocesi di Conversano;
• Concerto lirico con il basso coreano di fama internazionale Munkyu Park presso il Palazzo Ducale di Martina
Franca in collaborazione con l’associazione artistico–culturale “Il Parnaso delle Muse”;
• Concerto lirico con l’associazione di “Villa Incanto” di Recanati ;
• Concert lyrique à Rixensart in Bruxelles ;
• Concerto Lirico presso la Cattedrale di Conversano con il soprano Francesca Ruospo ;
• Concerto lirico presso il teatro “Garibaldi” di Bisceglie con il soprano Francesca Ruospo accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev ;
• Master del Belcanto, sotto la guida della Maestra Bruna Baglioni ;
• Cover nel ruolo di Ernesto del opera “Don Pasquale” di G. Donizetti in collaborazione con l Orchestra della Magna Grecia;
• Concerto “Vivi con noi la poesia” accompagnato dal Maestro Ettore Papadia ;
• Ha cantato in veste di solista ,in un concerto svoltosi presso Il salone degli specchi ,del Teatro Petruzzelli di Bari, per l’associazione Circolo unione;
• Ha cantato in un concerto dedicato a W. A. Mozart, per la biennale delle memorie, organizzato in collaborazione con l’istituto Trecani, diretto dal M. Ettore Papadia ;
• Ha cantato in veste di solista, in un concerto dedicato al baritono Alberto Gazale, presso Villa Fenaroli ;
• Ha eseguito il ruolo di Rodolfo nella Bohème di G. Puccini , sotto forma di concerto, diretto dal M. Donato Renzetti;
• Ha svolto un concerto in veste di solista con l’Orchestra della Magna Grecia,nella citta di Taranto durante la festa della musica;
• Ha svolto numerosi concerti per l’Accademia Rodolfo Celletti di Martina Franca

Dopo il grande successo del Concerto dell’Epifania, il tenore racconta la propria storia

Giovane promessa del canto lirico, rutiglianese, apprezzatissimo da professionisti e semplici amatori. Tra le tre stelle rutiglianesi, esibitesi presso il Teatro Garibaldi di Bisceglie in occasione del “Concerto dell’Epifania” del 5 gennaio, c’è anche il giovanissimo Nico Franchini. Il tenore classe ’92 ha riscosso un enorme successo in occasione della rassegna musicale organizzata a Bisceglie, aggiungendo al proprio curriculum una esperienza di grandissimo spessore, cantando sulle note dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev.

Abbiamo incontrato il giovane tenore per farci raccontare con la sua stessa voce l’esperienza e l’emozione di questo grande passo.

Come racconteresti il tuo 5 gennaio?

“Il 5 gennaio è stato un giorno bellissimo. Per la prima volta ho contato con un’orchestra, io lo considero un debutto vero e proprio. un’orchestra, poi, di un certo prestigio. Sono stato davvero male, ero agitatissimo. Non avevo mai cantato accompagnato da un’orchestra e per di più la mia prima volta è stato con l’orchestra più rinomata d’Europa. Ero sicuro delle mie capacità, mi sentivo preparato grazie alle persone che mi hanno addestrato adeguatamente. C’era una parte di me sicura delle proprie capacità ma un’altra fortemente spaventata da questa occasione. Il primo impatto non è stato facile. I musicisti del nord hanno la fama di essere molto freddi e distaccati, sono delle macchine da musica ma la mia più grande soddisfazione l’ho avuta durante le prove”.

Cosa è successo durante le prove?

“Ho cantato ‘Una Furtiva Lacrima’, mi sono girato per ringraziare l’orchestra e ho visto che hanno iniziato a picchettare i leggii con gli archetti. Questo in linguaggio musicale è un’ovazione. Questa è stata la soddisfazione più grande che potessi ricevere. Gli applausi del pubblico sono importanti, è vero, ma il riconoscimento da parte di un complesso così importante mi riempie d’orgoglio”.

L’approvazione di un’orchestra tra le migliori d’Europa fatta ad un semplice studente…

“Questo mi fa ricordare di un’intervista fatta a Luciano Pavarotti. Pavarotti raccontò di essere andato ad assistere a delle prove di Beniamino Gigli. Dopo le prove Pavarotti chiede a Gilli: “ Maestro, quando un tenore può ritenersi pronto?”, Gigli rispose: “Io ho studiato fino ad un quarto d’ora fa”. Questo insegna che, nella musica soprattutto, non si smette mai di studiare, è un percorso che non ha fine. Io studio canto da tre anni ma sono davvero pochi che però mi stanno dando grandissime soddisfazioni personali”.

Quando ti è stato proposto questo concerto e cosa hai provato in quel momento?

“Sinceramente quando mi è stato proposto non sapevo bene a cosa stessi andando incontro. Mi sono reso conto della drammaticità, in senso positivo, quando passeggiando per Bari con degli amici ho visto la locandina dell’evento presso la Camerata Musicale. In questo momento mi sono chiesto se fossi davvero pronto per un concerto simile e me lo sono chiesto fino a qualche ora prima del concerto. Sono stato cresciuto con un forte senso dell’umiltà ma non solo in ambito artistico o lavorativo. Credo che l’umiltà debba connotare tutti gli ambiti. L’umiltà insegna tanto”.

Dominga Damato, la direttrice d’orchestra del Concerto dell’Epifania ha detto su di te: “Ho ascoltato quell’aria al Petruzzelli e Nico non ha niente in meno rispetto ai professionisti, anzi, forse ha qualcosa in più”. Cosa rispondi?

“Innanzitutto la ringrazio. Ha detto qualcosa di bellissimo. Questo per me vuol dire che sto lavorando bene. Questo suo complimento è un vanto per me e mi spinge a fare sempre maglio, non adagiarmi e superare i miei limiti. Sono uno studente e non un professionista e mi reputerò sempre uno studente, e per la prima volta nella mia vita ho realizzato che voglio essere uno studente di musica per tutta la vita”.

È stata Francesca Ruospo a volerti sul palco del Teatro Garibaldi ed hai duettato con lei. Come è stato duettare con la propria maestra in un’occasione così prestigiosa?

“Ho già duettato con Francesca al pianoforte il 5 dicembre scorso nella Cattedrale di Conversano e già quell’occasione fu un sogno per me. Però duettare con la mia insegnate e con un’orchestra è stato bellissimo. Durante il canto ci guardavamo a vicenda ed il suo cantare e il suo sguardo mi dava forza. Molte volte ci si sente soli sul palco, non conosci neanche il maestro che ti dirige ma con lei al mio fianco mi sentivo protetto”.

Dominga Damato, Francesca Ruospo e Nico Franchini. Un tridente tutto rutiglianese…

“È davvero magnifico che Rutigliano venga apprezzata così tanto ma c’è da dire che il nostro paese è pieno di veri talenti, gente che eccelle in qualsiasi arte, mestiere e attività, però Rutigliano ha una pecca. Viene spesso data priorità ad aspetti più appariscenti. Rutigliano ha delle vere e proprie eccellenze apprezzate anche all’estero che non vengono riconosciute e potrebbero essere un vanto per la popolazione”.

C’è spazio per la musica a Rutigliano?

“C’è spazio solo per un determinato genere di musica. Non c’è spazio per la musica lirica. A parte il Nuovo Piccolo Conservatorio che fa tanto per l’insegnamento della lirica e della musica sinfonica, bisognerebbe dare più spazio alla musica classica a Rutigliano perché davvero siamo pieni di grandi personaggi”.

Si può definire questo ultimo periodo come il tuo “Battesimo della Lirica”, ma quando ti sei reso conto di avere questo talento?

“L’ho sempre saputo. Già dall’età di 13 anni sapevo già di essere tenore ma non ho mai pensato a questo dono come una possibilità di futuro. Mi sono deciso a iniziare gli studi quando ho incontrato Francesca Ruospo. A dir la verità non ne ero entusiasta. Era come se dovessi farlo per altri, per mia madre, mia nonna, la gente che mi ha sentito cantare e cercava di spingermi verso la strada giusta. Mi sono reso conto delle mie vere possibilità quando ho sostenuto l’esame pre-accademico per il Conservatorio di Bari “N. Piccinni”. Ho superato l’esame come primo in graduatoria e mi dissi “allora c’è qualcosa in me”. Ti dirò che in questi pochi anni di studio, a differenza di molti miei colleghi ho trovato persone che mi hanno fatto solo del bene, che mi stanno modellando tecnicamente e personalmente. Non parlo solo di tecnica e studio ma mi stanno insegnando uno stile di vita che è inscindibile dalla musica. Essere umili. Quando si incontra qualcuno migliore di te l’uomo umile ti fa riconoscere la tua inferiorità permettendoti di guardarlo con ammirazione, prenderlo come modello, raggiungerlo e, perché no, superarlo. Ringrazio i miei genitori per avermi sempre educato così”.

A quali altri concerti hai preso parte?

“Tra i miei concerti passati ci sono: due serate al Palazzo Ducale di Martina Franca; una master class insieme a Francesca Ruospo con concerto finale; lo scorso 14 novembre ero a Bruxelles con una mia amica soprano; il 5 dicembre insieme a Francesca e al coro Jubilate presso la Cattedrale di Conversano”.

Prima di iniziare la carriera accademica, cantavi?

“Sì, in sporadiche occasioni come ad esempio un concerto nel 2011 insieme ad un gruppo emergente di Rutigliano, quell’occasione mi ha fatto pensare che forse c’era qualcosa da coltivare. O ancora un omaggio a Maria quasi 10 anni fa, durante la quale ho cantato l’Ave Maria di Schubert, senza dimenticare il Santuario del SS. Crocifisso. Sin da piccolo ho sempre cantato per questa chiesa, a volte anche da solista, qui molti fedeli venivano a parlarmi spingendomi verso il Conservatorio ma ho sempre detto “a me basta cantare qui”. Sono molto credente, penso che questo mio talento me l’abbia dato qualcuno e quindi è un dovere da parte mia farlo fruttare”.